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Si sono spente le luci sul campo centrale dei Faggi e un altro torneo internazionale è andato in archivio. Nella maniera quasi più bella: la finale raggiunta dall’idolo di casa Stefano Napolitano, che ha lottato a lungo alla pari con il campione argentino Federico Delbonis (6-4, 6-3 lo score). Gli occhi lucidi della sorella Nicole, lo sguardo di mamma Cristina rimarranno a lungo nella memoria del ventitreenne cresciuto a pane e tennis, anche se qualcosa è mancato. Sulla tribuna del campo centrale infatti non c’era papà Cosimo, tornato a Benevento per un grave lutto. «Da un certo punto di vista la vita si rinnova: si è spento mio padre, ma una parte di lui vive in Stefano, che ha raggiunto una bella finale – dice Cosimo Napolitano -. Qualsiasi nonno ama il nipote e per lui è stato bello vedere la partita dal cielo».

Una settimana di grande tennis. «Una vittoria di tutto il team: una squadra fantastica. E’ andato tutto alla perfezione, non soltanto grazie a Cristina, Nicole e Lorenzo, ma ognuno dei tanti volontari ha portato qualche cosa ed è accumunato nella vittoria». E aggiunge: «Stefano è stato il valore aggiunto: quel ‘quid’ che ho consentito ai Biellesi di tifare per lui. Un Italia-Argentina di lontana memoria con Volandri vincente su Gumy e Acasuso. Siamo tornati al vertice, grazie alla presenza della famiglia Bodo, main sponsor con Thindown. Ci tengo a sottolineare come i nostri eventi siano finanziati esclusivamente con risorse private. Non vuole essere una polemica, ma un dato di fatto e un merito in più del nostro team, che sa attirare consensi e sponsorizzazioni».

Un bravo ragazzo

Stefano è un ragazzo educato, che con il suo comportamento riesce a sprigionare emozioni, catturando le attenzioni della gente perché una persona speciale. «Forse se ne stano accorgendo anche nella sua città . prosegue Napolitano senior -. Ha giocato tre finali quest’anno, ma su di lui le aspettative sono alte. Forse ha risentito di alcuni momenti particolari durante l’anno, ma quando si esprime è un catalizzatore, non solo il senso sportivo. E noi lo abbiamo nel nostro circolo, ma anche Biella ha la fortuna di averlo come suo rappresentante».

Durante la settimana, ma ancor più in finale, è stata notata l’assenza dell’amministrazione. «Qualcuno ha sicuramente sbagliato nei confronti di un atleta nato a Biella e che si stava esprimendo in una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale. E’ stato un errore clamoroso verso l’uomo e l’atleta: Stefano meritava rispetto. Ha perso contro un grande campione: ‘chapeau’ all’argentino che dà lustro al nostro albo d’oro».

Il futuro

«Come gruppo ci metteremo ancora più entusiasmo ed energia. Cercheremo più risorse per offrire uno spettacolo ai più giovani. La nostra attività cresce e siamo tutti motivati a proporre tennis, sia a livello amatoriale, sia agonistico. Siamo pronti a scendere in campo e non perderemo questa partita».

Biella Tennis Academy

La Scuola Tennis inizierà l’8 ottobre. «Sono sicuro che il torneo ci ha garantito un’altra grande visibilità – conclude Napolitano -. Ma agli occhi delle famiglie vorrei fosse arrivato un altro messaggio: tutti in nostri ragazzi hanno grandi valori morali e non solo gente che agita la racchetta. Ci sono dei saldi principi grazie a persone che insegnano in un certo modo».